Lista degli Artisti

Brian Keith Stephens

Foto Brian Keith Stephens

Attraverso dipinti a olio e collage Brian Keith Stephens cattura e fonde insieme il passato, il presente e il futuro. La sua indagine ha l'ambizione di cogliere e affrontare i pensieri, le ansie, le gioie e le emozioni quotidiane. L'evoluzione del suo percorso artistico prevedere un'indagine più accurata della percezione della propria identità e al modo in cui essa influenza le emozioni quotidiane. Accoglie la sfida con la realtà e la vince creando immaginari mistici e alternativi frutto della sua fantasia.

Brian Keith Stephens nasce nel 1973 negli Stati Uniti. Dopo gli studi presso il Lyme Academy Collage of Fine Art in Connecticut (USA) prosegue il suo percorso formativo al City College di New York. Attraverso la sua arte vuole esprimere direttamente le sue emozioni. Semplici immagini di animali e delle persone che ama, posizionati su sfondi astratti creati da sovrapposizioni di ampie pennellate frenetiche, assumono nei suoi dipinti un valore iconico. Dal 2000 espone in mostre personali e collettive negli Stati Uniti, in Germania, Francia, Danimarca, Olanda e Bulgaria. Vive e lavora negli in Connecticut (USA).

Mostre personali:

2018
Sexy cats and lazy lovers, M Fine Arts, Palm Beach (USA)
Eggstravaganza, collaboration with Pola Esther, Old Lyme (USA)

2017
Run with me baby, (catalogo), Hugo Galerie, New York (USA)
Party animals, (catalogo), M Fine Arts, Boston (USA)

2016
I believe in miracles, (catalogo), Sirona Fine Art, Florida (USA)

2015
My lucky charm, Ludington Gallery, Connecticut (USA)
Local color, Cooley Gallery, Connecticut (USA)
Soulsuckers, Green Marble Cafe, Connecticut (USA)
Fast cars, Ober gallery, Kent, Connecticut (USA)

2014
To Catch the Butterflies, Lyman Allyn Museum, Connecticut (USA)
The fox and the pineapple, (catalogo), Sirona Fine Art, Hallandale (USA)

2013
More love, more, more, Hoxie Gallery, Westerly (USA)
Rain rain go away, Hoxie Gallery, Westerly (USA)
Room #4 love letter, Installation for Bee and Thistle Inn, Old Lyme (USA)

2012 Missing title, Diane Birdsall Gallery, Old Lyme (USA)
Mixed signals, collaboration Pola Esther, Hygienic Gallery, New London (USA)
Dance dance dance, Rice Polak Gallery, Provincetown (USA)

2011
Butterfly kisses, Diane Birdsall Gallery, Old Lyme (USA)
Family fun, collaboration Pola Esther, Lighthouse Gallery, Groton (USA)

2010
All the dreams, (catalogo), Bertrand Delacroix Gallery, New York City (USA)
Map your dream, Diane Birdsall Gallery, Old Lyme (USA)
Glow motion, collaboration Pola Esther, Studio A, New London (USA)

2009
Farm life, Axelle Fine Arts, New York City (USA)

2008
For my brothers and sisters, (catalogo), Axelle Fine Arts, San Francisco (USA)
To thoughts we know, (catalogo), Axelle Fine Arts, New York (USA)

2007
I won't go, (catalogo), Axelle Fine Arts, Boston (USA)
Time-space, collaboration Adrien Broom, Diane Birdsall Gallery, Connecticut (USA)

2006
Life I know, Alva Gallery, New London (USA)
Romantic inclination, (catalogo), House of Culture, Duren (DEU)
Desires of intellect, Diane Birdsall Gallery, Old Lyme (USA)
Time to know what you want, (catalogo), Axelle Fine Arts, San Francisco (USA)
The map of misbelieve, Galerie Lutz Rohs, Düren (DEU)

2005
In my heart I know, (catalogo), Axelle Fine Arts, New York (USA)
Hope and innocence within reach, Diana Birdsall Gallery, Old Lyme (USA)

2004
For us, Compton-Goethals Gallery, City College of New York, New York, (USA)
Axelle Fine Arts, San Francisco (USA)
Intermix, (catalogo), Adlon Hotel, Berlin (DEU)

2003
Beautiful boy, Axelle Fine Arts, New York (USA)
Julian, (catalogo), Hygienic Gallery, New London (USA)
New York, Gallerihuset, Copenhagen (DNK)
Works on paper, Golden Street Gallery, New London (USA)

2002
Where we shine, (catalogo), Greene Art Gallery, Guilford (USA)
Danish Hydraulic Institute, Copenhagen (DNK)

2001
Serges Medien, Köln (DEU)
Galleri Anne Karrebaek, Copenhagen (DNK)
Haus des Gastes, Uhldingen (DEU)

2000
Dresdner Bank, Düren (DEU)
Stadtsparkasse, Düren (DEU)
St. Laurentius Stift, Waltrop (DEU)

Mostre collettive:

2018
5x5 project III, Abend Gallery, Denver (USA)
Cooley Gallery, Connecticut (USA)
M Fine Arts, Boston (USA)
Summer collection, Hugo Galerie, New York (USA)

2017
Hugo Galerie, New Tork (USA)
M Fine Arts, Boston, MA, (USA)

2016
Land and sea, Westerly Land Trust, Westerly (USA)
Winter selection, Paynter Gallery, Old Lyme (USA)

2015
Art Palm Beach Fair, Sirona (USA)
Scope Art Fair, Galerie 55 Bellechasse, New York (USA)
bridge of light, Slater Museum, Norwich (USA)

2014
Scope Art Fair, (catalogo), Galerie 55 Bellechasse, Miami (USA)
Affordable Art Fair, Galerie 55 Bellechasse, Amsterdam (NLD)
Never stop loving me, Fred Torres Gallery, New York (USA)
The animal heart, Slater Museum, Connecticut (USA)
Strut: the peacock and beauty in art, (catalogo), Hudson River Museum, New York (USA)

2013
Sirona, Hallandale (USA)
Ober Gallery, Kent (USA)
Slater Museum, Norwich (USA)
Cooley Gallery, Old Lyme (USA)
Gallery 18, Essex (USA)

2009
Le salon des petits formats, (catalogo), Axelle Fine Arts, New York (USA)

2005
The bigger picture, Garvin Gallery, Essex (USA)
2005/14 Diane Birdsall Gallery, Old Lyme (USA)
2004/12 Axelle Fine Arts, New York City, Boston (USA)

2004
Principle Gallery, Alexandria (USA)

2003
Galerie de l'Europe, Paris (FRA)
Principle Gallery, Alexandria (USA)
National Art Club, New York (USA)

2002
Gallerihuset, Copenhagen (DNK)
Alexey von Schlippe Gallery, Groton (USA)
Wethersfield, Amenia (USA)
Galerie de l'Europe, Paris (FRA)
Cooley Gallery, Old Lyme (USA)

2001
three big boys, Stonington Vineyards Gallery, Connecticut (USA)
Gallerie de l'Europe, Paris (FRA)
Cooley Gallery, Old Lyme (USA)
Greene Art Gallery, Guilford (USA)
Core Gallery, New Paltz (USA)
France.etats-unis, (catalogo), Galerie GNG, Bordeaux (FRA)

1999
Galerie Gladbach, Gladbach (DEU)

Premi:

  • 2012 » Vincitrice del 1° Premio Opera Le vie dell'acqua, Chiostro della Biblioteca Oriani, Ravenna (I)
  • 2012 » Vincitrice del 1° Premio Opera Le vie dell'acqua, Magazzini del Sale, Cervia, Ra (I)
  • 2011 » Vincitrice Premio Ora, Associazione culturale Radar, San Donà di Piave, Ve (I)
  • 2008 » Cammina con l'Arte: Vincitrice del Primo Premio Stonefly, nell'ambito della mostra dall'Accademia alla Fornace, Fornace di Asolo, Tr (I)
  • 2008 » Vincitrice di tre Premi speciali per la Sezione Scultura, Premio Arte Laguna, Fondazione Benetton, Palazzo Bomben, Treviso (I)
  • 2007 » Vincitrice di due Premi Speciali, Premio Arte Laguna, Museo di Santa Caterina, Treviso (I)
  • 2006 » Pagine Bianche d'Autore, Premio e Segnalazione Giuria per il Veneto, (I)
  • 2006 » Il Giardino delle Forme, Premio Arturo Martini, Scultura Veneta Contemporanea, chiostro della chiesa di S. Francesco, Treviso (I)

Alessandra Redaelli

Dolores nagatani. Il canto mistico della terracotta.

Ho conosciuto Dolores nagatani un anno fa, quando ho avuto la fortuna di curare una sua mostra. Ne avevo ben presente il lavoro, ma entrare in contatto con lei è stato fondamentale per capirne la portata. Quella mostra – e più in profondità quell'incontro – è stata un'esperienza artistica e mistica nella stessa misura. Mistica nel senso più ampio. Dolores possiede una fede religiosa tenace e ne ha fatto un punto centrale della sua vita. Ma non è così semplice. Il misticismo che emana dalle sue opere va al di là di questo. Al di là dell'iconografia di una – pur potentissima – Via Crucis. Quello che si respira davanti alle terrecotte sofferenti, estenuate, straziate da ferite che nessun chirurgo potrà mai suturare, è il risultato di un dialogo intenso e profondo che l'artista intrattiene con se stessa fin da giovanissima, di una sua personale ascesi che il miracolo della creazione artistica le consente di condividere con noi e che noi avvertiamo limpidamente davanti al suo lavoro. Donna di sensibilità finissima, capace di straordinaria empatia di fronte alla sofferenza – come se il suo nome l'avesse in qualche modo predestinata – si è dedicata all'arte, all'inizio, per sublimare un dolore in un suo dialogo personale con la materia e con il destino. Così personale da fare sì che per vent'anni (vent'anni!) le sue terrecotte restassero solo sue, una sorta di diario segreto. Poi però, piano piano, quel dialogo si è allargato. Semplicemente qualcuno le ha fatto capire che la sua voce andava oltre, che poteva – doveva – essere condivisa. E quella sorta di discorso privato si legge tra le righe soprattutto nei primi lavori: corpi emaciati, contorti dal dolore, e visi rivolti al cielo. Se all'inizio la materia era lisciata, domata, resa in qualche modo più "gradevole", con il tempo Dolores ha trovato nelle scabrosità della terracotta, nella sua intrinseca ruvidità, la propria voce più autentica. Ecco allora il periodo dei torsi, figure quasi astratte dove la materia si spalanca in ferite strazianti, stratificate, spesso rafforzate da cromatismi sanguigni. Le opere più recenti, oggi, raccontano invece il cammino dell'umanità in fasci di figure erranti. Piccole o grandissime, raccolte in folle o in gruppi sparuti, caparbiamente orientate verso un unico punto o sperdute, ma sempre con lo sguardo rivolto al cielo in una muta, struggente preghiera. Al contempo, negli anni, l'artista è andata sempre più riducendo il dato reale a favore di una stilizzazione estrema. Il corpo non è più che una striscia di materia, il viso è ora solo una mezzaluna; in un togliere e semplificare che l'ha portata a svelare l'essenza, a scolpire l'anima. Solo la voce appare immutabile nella sua preghiera, mentre la terracotta, ancora, a tratti si spalanca, spezza la continuità, si apre in ferite ruvide, che solo il canto mistico – forse – potrà guarire.

Video di ANNALÙ

opere dell'artista