Lista degli Artisti

jacqueline dengler

Nella pittura di Jacqueline Dengler materia, luce e colore si fondono in un intenso dialogo materico. Il bisogno irrinunciabile di verità si manifesta in un percorso di ricerca e di rielaborazione delle superfici che vengono da lei ampiamente lavorate e manipolate, quasi fossero creta, e nelle quali lascia tracce uniche ed originali che la rappresentano. La superficie viene anche incisa, ferita profondamente, nel tentativo di metterla in relazione con la sua parte più nascosta, è l'anima che affiorando da queste intrusioni, dà all'opera senso e ragione d'esistere.

Nasce nel 1944 a Freurier, Cantone di Neuchâtel in Svizzera. Dopo il diploma da insegnante segue corsi di ceramica in Germania, Francia e Svizzera e, nel 1973 apre un atelier personale che la impegna per più di venticinque anni. Nel 2000 passa alla pittura sperimentando tecniche miste in cui catrame, acrilico, terra carbone e pigmenti si fondono in un intenso dialogo materico. Realizza mostre personali e collettive. Vive e lavora a Choëx s/Monthey, Svizzera.

Mostre collettive e personali:

  • 2012 Varese, Galleria PUNTO SULL’ARTE, Facciamo il “Punto” sull’Arte, peinture, collective
  • 2012 Varese, Galleria PUNTO SULL’ARTE, “SiO2 Substrati Interazioni Origini”, peinture
  • 2012 Foire deBergame, It. Art Contemporain Suisse, présenté par la Galerie du Tilleul, Champtauroz, Suisse
  • 2011 Aigle, Galerie Farel, peinture et bijou
  • 2010 Monthey, Grange Vanay, collective
  • 2010 Champtauroz, Galerie du Tilleul, peinture
  • 2009 Martigny, Galerie "le7", collective, "le Paradis"
  • 2009 Sierre, Halles Usago, collective Visarte CH
  • 2008 Fully, La Belle Usine, Visarte VS
  • 2008 Morat, Mobilarte
  • 2007 Genève, Villa Dutoit, dialogue Visarte VS/GE
  • 2007 Sion, Ferme –asile, dialogue Visarte VS/GE
  • 2007 Collombey, Galerie de la Meunière, duo, peinture et sculpture
  • 2007 Venthône, VS, galerie du Château, peinture et sculpture
  • 2006 Monthey, Halles Giovanola, VISARTE VS.
  • 2005 Montreux, ART FORUM
  • 2005 Lausanne, Galerie InterARTmania, peinture
  • 2005 Morat, Mobilarte, peinture
  • 2004 Lausanne, Galerie InterARTmania, peinture et sculpture
  • 2004 Mex s/StMaurice, MEXPO, parcours
  • 2004 Champéry, Galerie Le Broisin, peinture et sculpture
  • 2003 Montreux, ART FORUM
  • 2003 St Sulpice, Galerie d'Arfi, prix de l'association des amis des salons
  • 2003 Monthey, theâtre du Crochetan, 100ans Visarte Valais
  • 2003 Vevey, Galerie Ô Quai des Arts, peinture et sculpture
  • 2003 St Sulpice, Galerie d'Arfi, petits formats
  • 2001 Lausanne, Galerie Shakan, peinture et sculpture
  • 2000 Lausanne, Galerie Shakan, collective

Daniela Croci Silvuni

Terra, acqua, fuoco sono, per Jacqueline Dengler, archetipi naturali e materia irrinunciabile d'indagine ed espressione. Il suo percorso artistico si apre con la creazione nel 1973 di un laboratorio di ceramica che la impegna per più di venticinque anni. Ciò che attrae la Dengler è il gusto di affondare le mani nella materia che, duttile e ubbidiente alla volontà ed alle emozioni dell'artista, assume forme sempre nuove. Le piace questo lavoro antico, l'affascina identificarsi con ciò a cui le mani danno valore e anima. E poi il fuoco – altro elemento irrinunciabile nel processo di creazione della ceramica - sa fissare indelebilmente il gesto, il segno, la forma e rende immodificabile il senso dell'esperienza. Terra, acqua, fuoco e… luce che sfiora le superfici delle ceramiche, le rende morbide e sfumate, dure e taglienti, vivide.

A questo punto della sua maturazione artistica, Jacqueline Dengler sente il bisogno di dare forma anche alla luce. E' così che il passaggio dalla ceramica alla pittura trova la sua naturale giustificazione in opere dove materia luce e colore si fondono finalmente in un dialogo perfetto ed appagante. E' il 2000, il momento in cui, dopo un periodo di studio e profonda riflessione, la Dengler passa alla pittura sperimentando tecniche miste in cui catrame, acrilico, terra, carbone e pigmenti si fondono in un intenso dialogo materico. Nascono così opere dove l'artista si pone il problema del rapporto tra superficie dipinta e supporto, tra ciò che è visibile e ciò che è nascosto ovvero tra l'apparire e l'essere. Il bisogno irrinunciabile di verità si manifesta in un percorso di ricerca e di rielaborazione delle superfici che vengono da lei ampiamente lavorate e manipolate, quasi fossero creta, e nelle quali lascia tracce uniche ed originali che la rappresentano.

La superficie viene anche incisa, ferita profondamente, nel tentativo di metterla in relazione con la sua parte più nascosta, è l'anima che affiorando da queste intrusioni, dà all'opera senso e ragione d'esistere. Questo modo d'operare arricchisce la materia che non è, così, da intendersi solo come qualcosa di applicato al supporto, ma come pelle viva, calda e sensibile. I segni che la solcano sono crepe, rughe che parlano di storia, di vita e di umanità. Moltitudini o singoli individui entrano nelle opere, passano e svaniscono. A volte si smaterializzano nella luce o s'immergono in un rovente rosso che ne sgretola la materia mutandola in anima. Nonostante ciò, nell'attimo in cui sembrano svanire, prendono nuova consistenza vitale. E' forza presente e pulsante capace di sciogliere le catene e di restituire la libertà mostrando la verità celata.

Qualcuno entra nello spazio compositivo e si misura con la luce abbagliante che ne sconvolge la massa e le certezze, qualcun altro si trova immerso in un rosso di fuoco che lo scioglie e lo riplasma. E' un'umanità in lotta per dare voce all'anima. E' un esodo, un passaggio per raggiungere un luogo sconosciuto. Così come è ignoto il motivo per cui le seggiole che Jacqueline Dengler dipinge sono vuote, sono presenze inquietanti, simbolo di attese enigmatiche, luoghi da raggiungere o da abbandonare.
opere dell'artista