Lista degli Artisti

Angelo Accardi

Paesaggi urbani che l'artista "ferma" come solo una telecamera nascosta riesce a fare e che – filtrati attraverso originali interpretazioni pittoriche – diventano espressione di una personalità interessante e complessa. Quella di Angelo Accardi è un'arte che descrive, approfondisce e si alimenta al tempo stesso degli stili e degli stress del vivere odierno. Nelle sue tele il simbolo diventa la chiave che apre le porte della realtà nascosta. E' con una sottile e inquietante ambiguità, con un dualismo tra apparenza e significato, che ci conduce all'interno di opere dove tutto si muove: dai contorni indefiniti di ogni particolare, alla velocità rappresentata da scie luminose, alla gestualità pittorica evidente e nervosa.

Angelo Accardi nasce nel 1964 a Sapri, in provincia di Salerno. Dopo una breve esperienza all'Accademia di Belle Arti di Napoli, agli inizi degli anni Novanta apre uno studio personale a Sapri e inizia una ricerca sulla figurazione a sfondo sociale. Ha realizzato numerose mostre personali e collettive in Italia e all'estero. Vive e lavora a Sapri.

  • 2014 Arte Genova, Genova, Galleria PUNTO SULL'ARTE
  • 2013 ArtVerona, Verona, Galleria PUNTO SULL’ARTE
  • 2013 Bergamo Arte Fiera, Bergamo, Galleria PUNTO SULL’ARTE
  • 2012 ArtVerona, Verona, Galleria PUNTO SULL’ARTE
  • 2012 City Life, Galleria Di Nardo Chieti
  • 2012 Ri-flesso Urbano, Galleria PUNTO SULL'ARTE Varese
  • 2011 Metropolis, Galleria Spazio 6 Verona
  • 2011 Misplaced, Padiglione Italia 54a Biennale di Venezia
  • 2011 Misplaced, Galleria Conarte, Savona
  • 2011 Old Cars Today, Galleria Frida Arte, Bari
  • 2011 Shut-Out, Centro Studi Cappella Orsini, Roma
  • 2011 Mayday Mayday, Spazio Nessun Dorma, Bari
  • 2011 Rich!, Gallerie Bongiovanni, Arte Fiera, Bologna
  • 2009 Movimenti Urbani, Parentesi Studia, Vittorio Veneto
  • 2009 Art in Mind, The Brick Lane Gallery, London
  • 2009 Waypoint 38°6'N/15°39'E, Castello Aragonese, Reggio Calabria
  • 2009 Mayday Mayday, Gallerie Bongiovanni, Bologna
  • 2009 Mayday Mayday, Aranciera Semenzaio S. Sisto, Roma
  • 2009 Waypoint 41°7'N/16°52'E, Fortino S. Antonio, Bari
  • 2008 Underpressure, Galleria Frida Arte, Bari
  • 2008 Fragments, Contini Arte, Milazzo
  • 2008 Fragments, Castello Svevo Normanno, Mesagne
  • 2008 Pop Link-age, Kunstart, Bolzano
  • 2008 Correaltà, Mediateca Provinciale, Matera
  • 2007 Underpressure, USB Galerie, Salzburg
  • 2007 Underpressure, Millares Art, Madrid
  • 2006 Tra Oriente e Occidente, Sala della Ragione, Asolo
  • 2006 Galleria Italia Grand Theatre Gallery, Shanghai
  • 2005 Fracture, Kunstmesse of Art, Innsbruck
  • 2006 Fragments, Galleria Container, Sassuolo
  • 2006 P.R., Santopacato Zone, Pistoia
  • 2004 Conversion, Immagina Arte, Reggio Emilia
  • 2004 Human Collection, Studio Arte 53, Rovereto
  • 2004 Enjoy the Silence, Art Point Black, Firenze
  • 2003 Speed Generation, Galleria Verrengia, Salerno
  • 2003 Città, Palazzo Esposizioni, Budapest
  • 2003 Catalunya L16 Art, Barcellona
  • 2002 Flash, Battaglia Art Studio, Milano
  • 2001 Vicious, Spazio Arte Pizzini, Rovereto
  • 2001 Human Collection, Robert Kwon Gallery, Vancouver
  • 2000 Borders, Spazio Arte Pizzini, Rovereto
  • 1999 Off, Robert Kwon Gallery, Vancouver
  • 1997 Matrix, Robert Kwon Gallery, Vancouver
  • 1996 Italian Job, Klaus Lea Gallery, München
  • 1995 Emotional Life, Klaus Lea Gallery, München
  • 1993 Omologati, Manzoni Arte Studio, Milano
  • 1993 Umanemozioni, Rossetti e Pini Area Arte, Roma
  • 1990 History, Centro Storico, Matera

Daniela Croci Silvuni

Angelo Accardi è un artista dalla personalità molto interessante e complessa com'è sempre quella di chi vive l'esistenza alla continua ricerca di nuove sensazioni, di chi non si accontenta di come appaiano le cose, ma va alla scoperta dei valori simbolici nascosti, origine della verità. Nato a Sapri in provincia di Salerno nel 1964 inizia il suo percorso di artista mostrando una predisposizione alla rappresentazione della "figura" raccontata con forte espressività. Una successiva breve esperienza all'Accademia di Belle Arti di Napoli fa entrare Accardi in una profonda crisi d'identità artistica che durerà alcuni anni e che lo porterà ad una produzione di matrice astratta. Questo periodo di riflessione gli permette però di formulare quei pensieri e quella visione pittorica che caratterizza ora la sua opera: il simbolo diventa la chiave che apre le porte della realtà nascosta, che conduce nella dimensione in cui si svelano i significati profondi, nascosti, inconfessabili. Il simbolo usa forme riconoscibili per raccontare quel mondo parallelo nel quale l'uomo vive a volte senza averne coscienza. E' con questa sottile ed inquietante ambiguità, con un dualismo tra apparenza e significato, che Accardi ci conduce all'interno di opere dove tutto si muove: dai contorni indefinibili di ogni particolare, alla velocità rappresentata da scie luminose, alla gestualità pittorica evidente e nervosa. E' un palcoscenico urbano nel quale avvengono fatti incomprensibili, dove aerei decollano, atterrano, sorvolano, apparendo contenitori d'umanità trasportata come bestiame. Non vediamo passeggeri ma intuiamo che nell'enorme pancia del velivolo si ammassano uomini inermi, ubbidienti. Sconcerto, inquietudine, annullamento dell'identità, come provoca l'immensa prua di nave che solca una strada metropolitana tra grattacieli che perdono così ogni maestosità e significato. Aerei e navi appaiono come strumenti nelle mani di entità sconosciute che gettano ombre in grado di cancellare ogni individualità e di esercitare un controllo sopra un'umanità intrappolata ormai incapace di ribellarsi, perché impietrita da paura e ansia.

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Sono proprio gli aerei e le navi, unici elementi di difformità, le uniche presenze "fuori-luogo" rispetto alla conformità metropolitana, a generare riflessioni con la loro incongruenza. Le domande, di fronte alle opere di Accardi, si concretizzano spesso nello sconcerto: è ciò che accade quando scorgiamo struzzi dai colori improbabili come il verde, il turchese o il rosso che, spropositati nelle dimensioni, camminano per le vie di una città spaesati e, al tempo stesso, fieri padroni di un territorio a loro innaturale, ancora una volta "fuori-luogo". Qualcuno di loro urla ma le grida risuonano in un mondo sordo e muto, abitato da uomini senza consapevolezza né coscienza. Insegne, graffi, parole incise, colature di colore come sudore e fatica, rappresentano un'umanità senza volto, senza identità, automi del "modernismo" in marcia continua verso il nulla. Forse solo lo struzzo con l'immenso corpo, le splendide piume, il piccolo cervello, il grande occhio visibile, può impersonare la realtà umana. Ed è così ancora più significativa la denuncia del disagio attraverso immagini sconcertanti che obbligano alla riflessione, proprio perché "fuori-luogo".

opere dell'artista