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Kyoji Nagatani

Foto Kyoji Nagatani

Kyoji Nagatani born in Tokyo (Japan) in 1950. He graduated at the Zoukei Arts University in Tokyo and was awarded with a degree from the Research Institute of the State University for the arts in Tokyo, Craftsmanship course. He graduated in bronze casting at the Tokyo University for the Arts. After that, he won a scholarship from the Italian Government in 1981.  He graduated from the Accademia di "Belle Arti di Brera" under the tutorship of Prof. Manfrini and Alik Cavaliere. Between Nagatani's main works we remember the Monument for Villa Fontana in Carpiano (MI); the Monument for the Communal Theatre of Hachioji in Tokyo and the Open Museum of Usukushi - ga-hara of Nagano. He lives and works between Tokyo and Milan.

Solo shows:

2015
Gallery Mondo Arte, Milano (IT)

2014
Gallery Kaoluco, Tokyo (JP)

2013
Gallery Mondo Arte, Milano (IT)
Gallery Kaoluco, Tokyo (JP)

2011
C HOTEL & SPA, Cassago Brianza - Lecco (IT)

2008
Club House Aeroporto Voghera, Voghera - Pavia (IT)
Gallery Kaoluco, Tokyo (JP)
Galleria Borgogna, Milano (IT)

2003
Galleria Borgogna, Milano (IT)

2002
Gallery Kaoluco, Tokyo (JP)

2000
Spazio Montenero, Milano (IT)

1998
Vecchia Pescheria, Cervia - Ravenna (IT)

1996
Galleria Silvano Lodi Jr., Milano (IT)

1992
Spazio Boleri Italia, Milano (IT)

1990
Gallery Universe, Tokyo (JP)

1988
Centro Culturale D'Arte Bellora, Milano (IT)

1985
Galleria Annunciata, Milano (IT)

1979-83
Galleria Ponte Rosso, Milano (IT)

1975
Gallery 21 Ginza, Tokyo (JP)



Group shows:

2015
Esposizione internazionale, Museo Nazionale di Jangxi, Jangxi (CN)

2012
Spirale, Matsumoto City Museum of Art, Matsumoto (JP)
Premio Limen Arte, Vibo Valentia (IT)
Stemperando, Biblioteca Nazionale Università di Torino, Torino (IT)

2010
Spirale, Galleria Yamawaki, Tokyo (JP)

2009
Esposizione all'aperto di Scultura Internazionale Biennale delle Sculture, Chiesa Valmalenco, Sondrio (IT)

2007
Esposizione all'aperto di Scultura Internazionale Palazzo Besta, Tellio, Sondrio (IT)
Esposizione all'aperto di Scultura Internazionale La sedia del vento, Tokyo (JP)

2006
Esposizione all'aperto di Scultura Internazionale in occasione delle Olimpiadi Invernali di Torino, Limone Piemonte, Cuneo (IT)

2005
Esposizione di Scultura Internazionale, Open 2005, Isola del Lido, Venezia (IT)

2004
Esposizione all'aperto di Scultura Internazionale, Caselle Torinese, Torino (IT)

2002
XXIX Premio Sulmona, L'Aquila (IT)

2000
Mostra Galleria d'Arte Contemporanea Il Vicolo, Cesena (IT)
Viaggio della luce, Teatro Civico di Schio, Schio, Venezia (IT)
XV Triennale Internazionale di Arte Sacra, Celano, Aquila (IT)

1999
Rassegna Internazionale di Figura e Scultura Premio Bugatti, Nova Milanese, Milano (IT)

1997
Premio Internazionale di Grafica Do Forni, Venezia (IT)

1996
Arte e cultura del Sol Levante tra le Apuane, Galleria 'L Group, Carrara, Massa – Carrara (IT)

1995
Fuji sankei Biennal, Open-air Museum of Utsukushi-ga-hara, Nagano (JP)

1994
Internazionale di Scultura Gioia Lazzerini, Pietrasanta, Lucca (IT)

1993
Mostra deglia "Artisti Internazionali D'ARS", Milano (IT)
Forme nel verde, S. Quirico d'Orcia, Siena (IT)

1992
Découvertes Grand Palais, Parigi (FR)

1991
15 Scultori Giapponesi Oggi, Istituto Italiano di Cultura, Tokyo (JP)

1988
Mostra della Città di Sant'Angelo, Sant'Angelo, Pescara (IT)

1986
Mostra Internazionale di scultura, Castellanza, Varese (IT)

1982
Mostra presso l'Accademia di Brera, Milano (IT)

1974-78
Mostra di scultura dell'Associazione Shinseisaku, Tokyo (JP)



Collections:

2013
Tre monumenti per i giardini pubblici di Yoshikawa, Saitama (JP)

2012
Seme, Scuola Edile di Bergamo, Bergamo (IT)

2009
La Porta della Memoria, Piazza Belvedere, Chiesa Valmalenco, So (IT)

2006
Monumento Triade Rossa, stabilimento della Hosaka Seisakujyo, Kanagawa (JP)
Trono del Silenzio, Piazza Don Civilini del Pioltello, Milano (IT)

2003
Il Mutante, museo delle sculture di Santa Maria di Leuca, Lecce (IT)

2001
Monumento per il Tempio Ryukokuji, Hachioji, Tokyo (JP)
2000
Giubileo 2000, cofanetto per le chiavi della Porta Santa della Basilica di S. Giovanni Laterano, Roma (IT)
Monumento per la Scuola Yurigokuin, Osaka (JP)

1995
Open-air museum of Utsukushi-ga.hara, Nagano (JP)

1994
Monumento per il Teatro Comunale di Hachioji, Tokyo (JP)
Monumento per ACS, Tribiano, Mi (IT)
Collezione Shu Uemura, Harajuku, Tokyo (JP)

1993
Collezione Shu Uemura, Milano (IT)

1981
Monumento per Villa Fontana, Carpiano, Milano (IT)

Alessandra Redaelli

Dolores nagatani. Il canto mistico della terracotta.

Ho conosciuto Dolores nagatani un anno fa, quando ho avuto la fortuna di curare una sua mostra. Ne avevo ben presente il lavoro, ma entrare in contatto con lei è stato fondamentale per capirne la portata. Quella mostra – e più in profondità quell'incontro – è stata un'esperienza artistica e mistica nella stessa misura. Mistica nel senso più ampio. Dolores possiede una fede religiosa tenace e ne ha fatto un punto centrale della sua vita. Ma non è così semplice. Il misticismo che emana dalle sue opere va al di là di questo. Al di là dell'iconografia di una – pur potentissima – Via Crucis. Quello che si respira davanti alle terrecotte sofferenti, estenuate, straziate da ferite che nessun chirurgo potrà mai suturare, è il risultato di un dialogo intenso e profondo che l'artista intrattiene con se stessa fin da giovanissima, di una sua personale ascesi che il miracolo della creazione artistica le consente di condividere con noi e che noi avvertiamo limpidamente davanti al suo lavoro. Donna di sensibilità finissima, capace di straordinaria empatia di fronte alla sofferenza – come se il suo nome l'avesse in qualche modo predestinata – si è dedicata all'arte, all'inizio, per sublimare un dolore in un suo dialogo personale con la materia e con il destino. Così personale da fare sì che per vent'anni (vent'anni!) le sue terrecotte restassero solo sue, una sorta di diario segreto. Poi però, piano piano, quel dialogo si è allargato. Semplicemente qualcuno le ha fatto capire che la sua voce andava oltre, che poteva – doveva – essere condivisa. E quella sorta di discorso privato si legge tra le righe soprattutto nei primi lavori: corpi emaciati, contorti dal dolore, e visi rivolti al cielo. Se all'inizio la materia era lisciata, domata, resa in qualche modo più "gradevole", con il tempo Dolores ha trovato nelle scabrosità della terracotta, nella sua intrinseca ruvidità, la propria voce più autentica. Ecco allora il periodo dei torsi, figure quasi astratte dove la materia si spalanca in ferite strazianti, stratificate, spesso rafforzate da cromatismi sanguigni. Le opere più recenti, oggi, raccontano invece il cammino dell'umanità in fasci di figure erranti. Piccole o grandissime, raccolte in folle o in gruppi sparuti, caparbiamente orientate verso un unico punto o sperdute, ma sempre con lo sguardo rivolto al cielo in una muta, struggente preghiera. Al contempo, negli anni, l'artista è andata sempre più riducendo il dato reale a favore di una stilizzazione estrema. Il corpo non è più che una striscia di materia, il viso è ora solo una mezzaluna; in un togliere e semplificare che l'ha portata a svelare l'essenza, a scolpire l'anima. Solo la voce appare immutabile nella sua preghiera, mentre la terracotta, ancora, a tratti si spalanca, spezza la continuità, si apre in ferite ruvide, che solo il canto mistico – forse – potrà guarire.

SELECTED WORKS