Artists list

arcangelo ciaurro

Gli alberi costituiscono la maggior bellezza di tutti i paesaggi. Charles Darwin
Paintings with unique colours, intersect and blend upon the surface of the painting. The trees are the fundamental structure of his stylistic framework and chief subject of his works: elements carrying a specific meaning, given by their symbolic aspect which establishes both a strong bond with the earth and a spiritual aspiration, due to the branches which aim toward the sky. Characteristics rendered through almost insubstantial lines, which delimit the pictorial space, electrical ramifications which break the background into fragments, interlacing and creating corners of truth. The artist mission is looking for Beauty and Truth, he starts from foreshortens of Varese for giving to the observer an immersion within nature, in search of the truth, being conscious of our mutual solitudes.

He was born in Castellaneta (Ta) in 1953. He began painting when he was very young and years by years his pictorials research began stronger and self - contained. His arts work are included in a lot of public collection in Italy and in foreign countries. He lives and works in Varese.

Solo-exhibitions (selection):

2015
Tu puoi - Nutrimentum, Museo di storia naturale, Verona (IT)

2013
Caos & Bellezza – Branca, Brandes, Ciaurro, Galleria PUNTO SULL'ARTE, Varese (IT)

2012
NaturAzioni – Ciaurro, Forbici, Nielsen, Galleria PUNTO SULL'ARTE, Varese (IT)

2011
Se solo fossi un albero, Galleria Magenta, Barzio – Lecco (IT)

2010
Boscolo Hotel, Milano (IT)

2006
Lo spirito degli alberi, Museo d'Arte Moderna e Contemporanea, Varese (IT)

2005
Galleria Arte Armanti, Varese (IT)

1992
Chiostro di Voltorre, Gavirate – Varese (IT)

1990
Gallery Ghiggini, Varese (IT)



Group-exhibitions (selection):

2015
BAF, Galleria PUNTO SULL'ARTE, Bergamo (IT)
<20 15x15/20x20 Collezione PUNTO SULL'ARTE 2015, Galleria PUNTO SULL'ARTE, Varese (IT)
Arte Genova, Galleria PUNTO SULL'ARTE, Genova (IT)

2014
St'art, Galleria PUNTO SULL'ARTE, Strasburgo (FR)
<20 15x15/20x20 Collezione PUNTO SULL'ARTE 2014, Galleria PUNTO SULL'ARTE, Varese (IT)
Arte Genova, Galleria PUNTO SULL'ARTE, Genova (IT)

2013
BAF, Galleria PUNTO SULL'ARTE, Bergamo (IT)

2012
St'art, Galleria Palma Arte, Strasburgo (FR)
AAF Hamburg, Galleria Palma Arte, Amburgo (DE)
Facciamo il "Punto" sull'Arte, Galleria PUNTO SULL'ARTE, Varese (IT)
ArtExpo Arezzo, Galleria Corsi Monteforte, Arezzo (IT)
Art4Buisness, Galleria PUNTO SULL'ARTE, Busto Arsizio (IT)
Arte Genova, Galleria PUNTO SULL'ARTE, Genova (IT)

2011
Gallery Abante, Stoccolma (SE)
Un elogio degli Alberi, Palazzo Ducale, Modena (IT)
Les Arbres, Galleria Forni, Bologna (IT)

2007
Palazzo Nervi, Savona (IT)


Public works:

26 opere di piccole dimensioni, Hotel Londra, Palace di Riva degli Schiavoni, Venezia (IT)
32 dipinti di grandi dimensioni (500x150 cm.), arredo quartiere Messina 2, Messina (IT)
Dipinti, acqueforti, sculture, bassorilievi e ceramiche dipinte, arredo villaggio Garden Club, San Vincenzo – Livorno (IT)
Dipinti, sculture, litografie e bassorilievi, arredo villaggio Neve sole, Val di sole – Trento (IT)
Dipinto murale nell'ambito dell'operazione Casoli Pinta, Casoli di Atri – Teramo (IT)
Dipinto murale su invito, Cadorago Lario – Como (IT)
Dipinti di grandi dimensioni, Casa di riposo "Fratelli Molina a Varese", Varese (IT)
Dipinto murale, Villaggio artistico G. Grandi - O. Tabacchi, Boarezzo – Varese (IT)
Dipinto, Chiesa dei frati cappuccini, Varese (IT)

Wrote about him:
Alessandra Redaelli, Mauro della Porta Raffo, Adriana Bonavia Giorgetti, Silvia Bottaro, Giorgio Seveso, Renato Valerio, Luigi Piatti, Nino Miglierina, Fausto Bonoldi, Paolo Zanzi, Sabrina Narezzi.
Alessandra Redaelli

Arcangelo Ciaurro. Woody.

Arcangelo Ciaurro was able to turn one and only subject into the true meaning of his art and life. He is one of the few artists who, through each painting and coloured brush, could add to that subject a deeper, stronger and more intense meaning. Without even once repeating himself. His trees must not be seen as a botanic collection, but as a portraits' gallery, into which each subject's nature, whims, personality, secrets, dreams and feelings are sketched too. Since the interpretation of Ciaurro's paintings is based upon an emotional level.

He always takes the cue from photos shot by himself, because he must live the moment he wants to reproduce on the canvas. However, the photos are the inspiration, the starting point of a path which resembles to a free association game. The trunk is a ghost, a skeleton, a support surrounded by the wild dance of colours, through which the artist adds coats of pictorial matter. He selects colours according to his intuition, even if mainly focusing upon burning, hot, vivid and beating hues, which fill his works with a constant vibration, as perceivable as a quiet buzz.

A tormented path, the one lived by the artist. Starting from the comforting tree's silhouette, it alters reality getting to perceive the chaos of creation; it climbs from earthly and material contest to reach spirituality. As a matter of fact, according to Ciaurro, the humblest tree or the tiniest gem are filled with the same energy which flows within the universe. He aims at finding its winding paths which, starting from leaves' grains, lead to human blood flow, his hearth beating, to the sinuous shape of the lighting and the slow running of a river towards its estuary.

Mauro della Porta Raffo

"Non voglio che appaia, voglio che sia"

Un uomo schivo, che nel vivere quotidiano a forza trattiene impeti e passioni. Un uomo dolce, acuto, intelligente che devi stanare. Un uomo che ha sofferto, soffre e soffrirà. Un uomo che sempre spera.

Un artista profondamente coinvolto in una continua, assillante ricerca. Mai contento, scopre ogni giorno altro del mondo e di sé. E trova. Ecco: trova!

“Non voglio che appaia” afferma e si dice, “Voglio che sia”. “Dipingo nel tentativo di comprendere gli equilibri” continua. “Provo e riprovo.”

Ciaurro, dunque, uomo e artista vero.

Adriana Bonavia Giorgetti

Ho incontrato Arcangelo Ciaurro tramite gli alberi. Lui li dipinge, io ne scrivo, entrambi li amiamo. Lui ricorda che, da piccolo, il suo gioco preferito era in una siepe inselvatichita di vecchissimi lauri dai grossi tronchi cavi, anneriti e fuligginosi dell’alto varesotto, dove con i compagni reinventava avventure africane. Da ragazzo, a casa dei nonni in Puglia, trovava rifugio in uno di quegli ulivi secolari che vengono tenuti bassi da sapienti potature; sulla cima, larga e accogliente come un grembo materno, gli dava ospitalità quando aveva bisogno di restare solo, di confidarsi, di ricevere conforto per un’assenza che non trovava consolazione. Lui vi saliva, vi si rannicchiava, ne penetrava intimamente la struttura che poi disegnava su fogli divenuti così importanti per la sua crescita umana che ancora li conserva. Durante il servizio militare in Trentino erano invece le alte conifere dei boschi alpini e i grandi platani delle piazze di paese ad attirarlo. Nelle ore libere girava da solo col suo blocco di carta, la penna e l’inchiostro di china e li ritraeva.

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I montanari lo credevano un addetto alla mappa del territorio e lui in effetti disegnava mappe, ma di una macchia d’alberi, della disposizione dei rami lungo un fusto, di quella delle foglie su un ramo; acquisiva una conoscenza preziosa che adesso è sottesa ai suoi lavori perché, afferma, solo avendo disegnato con cura i particolari nascosti si sa che cosa sta sotto la superficie che si dipinge. Quel suo disegnare alberi era la risposta spontanea ad una chiamata della natura; forse conteneva il pre-sentimento che, raggiunta la maturità artistica, essi avrebbero costituito il suo tema. Ancora oggi lui e gli alberi si cercano, si parlano (come si dice degli innamorati), provano a conoscersi. Gli alberi dei dipinti che Arcangelo Ciaurro espone quest’anno nel Castello di Masnago lasciano intendere che durante le sue escursioni nel verde del varesotto egli riesca a conoscerli per esperienza: che si apra ad essi, li lasci agire dentro e su di sé con le loro forme, nei loro colori, nella luce dell’ora; che, per cosciente identificazione, con loro respiri, ondeggi nel vento, si abbeveri alla pioggia, s’irraggi d’energia solare. E soltanto dopo che è stato attraversato e compenetrato dall’esperienza si metta alla sua tavola di legno e provi ad esprimere ciò che di essi ha conosciuto. Un rischio, perché l’esperienza interiore non è mai esprimibile nella sua pienezza, ma chiunque l’abbia vissuta non può esimersi dal tentare di farlo; se è un artista, dal farlo nel suo specifico linguaggio. Così noi abbiamo davanti questi grandi dipinti in cui betulle, pioppi tremuli, robinie, salici, platani, castagni sono riconoscibili e tuttavia trasfigurati: tenacemente radicati a terra e coraggiosamente tesi verso l’alto; quasi mai protagonisti isolati, ma campiti su un vivo sfondo boschivo; in dialogo tra di loro, col cielo, con la luce, col sottobosco e con noi, se accettiamo l’invito ad entrare nella loro sfera fisico-spirituale.

Perché queste opere di Arcangelo, una volta contemplate, ci interpellano (con discrezione, ma insistentemente) sul rapporto che abbiamo noi con gli alberi, e più ampiamente con la Vita della Natura. E’ vero che nel nostro tempo tale rapporto è in crisi? Che, pur essendo consapevoli delle origini storiche e delle drammatiche conseguenze della crisi, i rimedi ecologici e sostenibili che abbiamo adottato su scala planetaria sembrano non essere risolutivi? Non sarà che, invece di ostinarci a cambiare la realtà esterna, abbiamo bisogno di modificare radicalmente il modello di pensiero meccanicistico e dualistico che abbiamo ereditato - noi qui e la natura là, noi che abbiamo il diritto di sfruttarla e lei che deve convincersi a subire - di concepirci e di sentirci essere nell’unità-totalità della Natura vivente? Di riconoscerne la sacralità? Di assumere nei suoi riguardi quell’atteggiamento contemplativo che ne consente l’intendimento, dal quale soltanto può nascere un saggio, umano, responsabile, intelligente comportamento? Uomini di fede, d’arte, di scienza ci indicano questa via. Gli artisti l’hanno sempre percorsa, la novità è che diversi scienziati delle ultime generazioni adesso le si avvicinano. Rupert Sheldrake, biochimico e filosofo, afferma che l’antidoto ai veleni del nostro tempo è l’abbandono dei presupposti meccanicistici e il recupero del concetto del sacro. David Bohm, fisico teorico, parla della nascita di un nuovo modello di pensiero che, proprio a partire dalle teorie della fisica moderna, rifletta il carattere indiviso della realtà. E il sacerdote Raimon Panikkar laureato in chimica, filosofia e teologia - uno dei grandi pensatori della nostra epoca che sfugge a ogni definizione - nell’invitarci a leggere il libro della natura, scritto per tutti, ci accompagna a riscoprire il valore dell’esperienza mistica, la sola esperienza integrale della realtà. A mio parere Arcangelo Ciaurro fa parte di questa corrente di ricercatori. Senza nessuna ostentazione dà testimonianza della sua ricerca di rapporto tra lo spirito umano e lo spirito degli alberi; col suo linguaggio pittorico intimo e pulito ci sollecita a indagare il mistero della loro e nostra presenza nel mondo, della loro e nostra non sempre cosciente tensione verso l’Alto - perché è vero, come scriveva Rabindranath Tagore, che “gli alberi sono lo sforzo infinito della terra per parlare al cielo in ascolto”.

Sabrina Narezzi

"Only chaos can arise a dancing star" (F. Nietzsche)

Within irregularity and ostensible disorder a hidden order is always concealed, even if hard to get, at least immediately. However, in the end, this kind of complexity turns into regained harmony, in full, definite and reassembled being and existing. This is the meaning of Arcangelo Ciaurro's thought, perfectly interwoven within the spontaneity of his art, as the hinted realism of his paintings demonstrates. Trees and woods are the main actors: even maintaining the richness of their symbolic archetypes, they gain an originally eloquent significance.

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The painted area becomes a fragment of the universal, vital energy; it turns into vibrant transposition, recalling the palpitation of the being alive, as a natural and human being. Giving chromatic concreteness to those breaths of life, the artist starts from the daily and constant observation and, urged by instinct, intellect and inner sensations, tries to recreate the tinged throb of life originally captured by his glance.

The throb does not merely appear; it is brought to life through the use of colours and the research of a particular drawing method, which is perfectly consistent with the underlying ideal. Ciaurro, through multiple and following superimposing of colours recreates, within the wooden borders, everything which exists within the observed reality: flowers, insects, bark, sap, water, leaves, sky, air, light, memories, emotions, feelings, sensations, thoughts. Natural and human elements: the sensitive, emotional, rational domains, follow and intersect one another, creating a neat, composite and, in the end, living and harmonious whole.

From vital chaos a balanced and definite reality arises. From chaos, like in a magic spell, the colours create shapes and emotional suggestions, which reassemble in harmony. Ciaurro's paintings do not simply evoke esthetic accordance, they make it happen, become, realize through different drawing actions. Being outdistanding becoming. Becoming within being. Cosmos from chaos. The final work of art is the edge of chaos, the place of multiplicity and change, of innovation, discontinuity, sedimentation. Things (such as colours within technical clarification) instead of excluding, annulling, neutralizing one another, mix, coexist, cohabit, combine, complete and balance themselves.

From chaos, beauty…

Selected works